Sangue del tuo sangue

Di recente mi é capitato di leggere su facebook un post, scritto in diversi modi , ma il cui concetto base consisteva nel fatto che la famiglia di tuo marito o del tuo partner, non é la tua famiglia, e quindi se ti lascerai con lui, dovrai aspettarti che la sua famiglia prenderà le sue difese e tu sarai solamente un lontano ricordo.
Cito in seguito parola per parola uno di questi post (scelti a caso) per rendere meglio l’idea.

NÉ IL TUO PARTNER È UN TUO FAMILIARE, FIGURIAMOCI GLI ALTRI.
Non ti attaccare alla famiglia del tuo partner.
La sola persona che diventa veramente tua famiglia è tua moglie o tuo marito. Comprendilo bene, così eviterai delusioni in futuro.
E anche così, dopo essere diventato parente per matrimonio, può arrivare il momento in cui decidi di separarti… e lì finisce ogni legame familiare.
È proprio allora che ti rendi conto che la vera famiglia è quella che non può avere un “ex”: non esiste un’ex mamma, un’ex cugina, un’ex zia, un’ex nonna, un’ex nipote.
Ma invece sì, esiste un’ex moglie, un’ex cognata, un’ex suocera, ecc.
La tua cognata ti tratta bene, forse perché ti vuole bene, ma è anche vero che le conviene andare d’accordo con te per via di suo fratello.
Ma così come oggi sei la sua “cognata preferita”, domani, quando suo fratello starà con un’altra, quella nuova diventerà la sua nuova cognata preferita… e alla fine ne avrà avute tante.
La tua suocera magari ti vuole bene — non lo metto in dubbio — ma cerca di comportarsi bene con te perché sa che in ballo c’è la felicità di suo figlio.
Però per una suocera è raro pensare che una donna sia “abbastanza” per suo figlio.
Così, quando suo figlio presenta un’altra donna come fidanzata o amante, la suocera fa finta di niente e copre tutto ciò che fa il figlio, perché per lei la cattiva sei tu, e suo figlio ha sempre ragione.
E anche con la nuova donna si mostrerà dolce, affettuosa, come se fosse la miglior suocera del mondo.
Gli zii o i cugini? Per loro è lo stesso chi è la compagna del loro parente.
Forse parleranno di te, se sanno che lui ti tradisce, ma si limiteranno a criticare alle spalle.
Nessuno verrà da te a dirti che ti stanno facendo le corna.
I nonni del tuo partner forse sono i più sinceri e gentili, perché ormai sono alla fine del cammino e desiderano solo pace per tutti.
Ma anche lì, non manca mai la nonnina pettegola e maligna.
Chi ti deve rispetto, lealtà e amore è il tuo partner — sì, proprio lui.
Se nemmeno tuo marito, che è diventato tuo parente legale, ti valorizza… che cosa puoi aspettarti dagli altri?
⚠️ Attenzione: questo non vuol dire che devi avere un brutto rapporto con tutti.
Significa solo che devi imparare a vivere per te stessa, senza logorarti per nessuno.
Vivi per te, e chi vuole stare bene con te, ci starà.
Chi non mostra interesse… che vada pure.
Ricorda: ci sono persone che si separano, e nemmeno il padre, i nonni, gli zii… nessuno cerca più quei figli, che invece sono parenti veri e propri.
Quando i matrimoni finiscono, tutti sembrano dimenticarsi che sono rimasti dei figli che sì, sono famiglia… eppure nessuno li cerca.

Di primo acchitto non sembra nemmeno così sbagliata come scrittura, la maggior parte delle volte la famiglia di origine si comporta in un determinato modo per assecondare le scelte dei propri cari, d’altronde, non é obbligatorio farsi piacere una persona, se non ci piace, ma é una buona cosa rispettare la vita e le persone che i nostri familiari si scelgono. Nei commenti infatti, c’é anche chi afferma che non é così, che ci sono anche certe cognate e suocere che rimangono in buoni rapporti con le “ex cognate – ex nuore “.
E quindi dove sta la cosa giusta?


Ammesso che ci sia UNA cosa giusta e una sbagliata,
cosa farei io? Cosa vorrei io?
Sicuramente quello che vorrei é poter vivere un una società dove non ci sono rancori e ripicche, ma grazie al piffero, probabilmente ancora é un’utopia.
Di fatto mi ha toccato questo scritto perché effettivamente io ho sofferto per piacere alle mie cognate, ma purtroppo la cosa non ha funzionato, e onestamente credo che la cosa sia andata nel modo peggiore :
loro non mi odiano nemmeno, non sono infastidite da me ( se ci fosse un problema significherebbe che potrebbe esserci pure una soluzione).
No, di fatto nessun problema, credo di star loro completamente indifferente, forse un leggero fastidio ma nulla di ché.
Il nulla. La cosa peggiore.
Quindi io, dopo anni a provare a bucare questo muro di gomma su cui ogni volta rimbalzo, ho semplicemente deciso di gettare la spugna.
Gettare la spugna significa non soffrire più nel tentativo di “far colpo” o cose simili, e mi faccio la mia vita, niente messaggi di interesse, niente regali, niente auguri speciali. Semplicemente perché é giusto avere amore per sé, e proteggersi, senza mettersi a 90 gradi per il nulla assoluto.
Sono ben consapevole che se io e mio marito ci lasciassimo per loro non cambierebbe assolutamente nulla.

Ma allora dove sta la nota stonata dell’articolo?
Beh secondo me é palese che l’articolo sia stato scritto da qualcuno che ha subito una situazione simile e ne ha sofferto, nelle parole si può leggere la stizza, il fastidio, anche il dolore se vogliamo. Non sono parole scritte per spiegare un punto di vista, sono parole che raccontano un’esperienza personale.
Ecco perché é sbagliato. La tua esperienza personale non deve essere spiegata come regola generale o per dare consigli.
Questo é sbagliato, fai sembrare che “sia sempre così” e nasce facilmente risentimento nel lettore, rilascia vibrazioni negative, mentre scritta come racconto personale potrebbe stimolare nel lettore compassione e comprensione per chi scrive.

Per esempio, io ho raccontato un pezzetto della mia storia personale, ma non mi sognerei mai di dire agli altri che le cognate sono tutte menefreghiste e quindi di non provarci nemmeno ad avere un rapporto vero, mi viene da ridere a sol pensiero.
Anche perché, l‘affetto che provo io per le persone non dipende da quello che loro fanno o provano per me. Io voglio bene alle sorelle di mio marito , questo non cambia in base al loro comportamento nei miei confronti, potrebbero cambiare le mie scelte, per esempio, se si comportassero in modo palesemente sgarbato con me, potrei decidere di averci a che fare il meno possibile, ma questo non andrebbe ad intaccare il bene che provo per loro, poiché é la famiglia di mio marito e non potrei mai voler il loro male.

LA FAMIGLIA per me non é sangue del tuo sangue, la famiglia per me é un gruppo di persone, che magari non c’entrano nulla caratterialmente l’una con l’altra, ma che per vari motivi decidono di esserci l’una per l’altra qualsiasi cosa accada. Questo tipo di rapporto, autentico ed esclusivo, solitamente si ha con chi é sangue del tuo sangue, ma a volte perché “ci si sente costretti”.
Esempi: “A natale tocca andare dai nonni/genitori/suoceri”
“Tocca che chiami tua sorella/fratello/mamma ecc per fargli gli auguri…”
“E’ la cresima di tuo/a nipote, non puoi assolutamente mancare”
Beh queste cose hanno un che di tragico: io non vorrei mai sentirmi costretta a far cose per persone solo perché sono sangue del mio sangue, ed infatti ho smesso tanti anni fa di sentirmi costretta ad esserci per persone a cui non penso, e che nemmeno mi pensano, per tutto l’anno.
I figli adottati, o quelli dei compagni , che hanno avuto da un matrimonio precedente, non sono sangue del tuo sangue, ma spesso sono amati come se lo fossero, ed é vero, a volte no… ma a volte neppure i figli sangue del tuo sangue vengono amati, anzi.
E quindi tutta questa storia dei consanguinei, fa riflettere, e fa comprendere che quanto amore decidi di dare, coltivare, nutrire, dipende da te, da come sei fatto, dalle cose in cui credi e che per te sono importanti.
Rispetto l’opinione di chi pensa che il sangue del suo sangue sia tutto, ma non lo condivido, non lo farò mai, perché la prima persona che mi ha amata veramente, a cui é importato davvero di me, che io stessi bene e che fossi felice, é mio marito, e non é sangue del mio sangue.

Con amore

Lisa